Misure non farmacologiche
Le misure non farmacologiche (non-pharmaceutical interventions, NPI) mirano a ridurre la propagazione degli agenti patogeni, al fine di contenere o mitigare la pandemia. L’impiego combinato di misure di intervento individuale e ambientale ne aumenta l’efficacia. Durante la pianificazione e l’attuazione delle misure, la scelta deve essere costantemente adeguata all’evoluzione della situazione, verificandone allo stesso tempo la proporzionalità e il grado di accettazione.
Contesto
Le misure non farmacologiche (NPI) per il controllo delle infezioni comprendono tutte quelle disposizioni volte a ridurre la propagazione di un agente patogeno senza richiedere l’impiego diretto di vaccinazioni o terapie e medicamenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) parla, a tal proposito, anche di «misure sociali e di salute pubblica» (Public Health and Social Measures, PHSM). In Svizzera vengono introdotte e attuate dalla Confederazione, dai Cantoni e da singole istituzioni sotto forma di raccomandazioni o per mezzo di ordinanze vincolanti (cap. 5 LEp).
Livelli di intervento
In funzione dei diversi livelli di intervento, le NPI si distinguono a seconda che influenzino il comportamento individuale o i comportamenti all’interno di un gruppo o di un ambiente:
- individuo: a questo livello si impiegano misure di prevenzione comportamentale, per esempio lavare regolarmente le mani, tossire e starnutire in un fazzoletto o nell’incavo del gomito, mantenere la distanza o indossare una mascherina. Queste misure richiedono la collaborazione attiva e l’accettazione da parte della singola persona;
- ambiente: in questo caso si tratta di misure di prevenzione strutturale, che mirano a modificare il contesto e le condizioni di vita dell’ambiente nel quale le persone interagiscono. Ne sono esempio le limitazioni della capienza in occasione di manifestazioni o l’adeguamento delle strutture lavorative e scolastiche (p. es. telelavoro, didattica ibrida). Di norma, tali misure vengono ordinate dalle autorità o dalle istituzioni per ridurre i contatti e le vie di trasmissione.
Strategia
Prima dell’attuazione delle NPI occorre definire una strategia per l’obiettivo operativo da raggiungere, che definisca in che misura possa e debba essere ridotta la propagazione di un agente patogeno. In funzione del valore R auspicato, si distinguono due strategie fondamentali (v. Basi epidemiologiche):
- contenimento: l’obiettivo di questa strategia è bloccare completamente la propagazione di un agente patogeno. A tal fine, la somma delle NPI attuate deve essere tale da portare il valore R al di sotto della soglia critica di 1. Nella fase iniziale di una pandemia, questa strategia può rivelarsi particolarmente efficace. Tuttavia, in presenza di un’elevata incidenza durante la fase pandemica, possono rendersi necessarie misure di portata molto ampia, che possono essere associate a ripercussioni negative;
- mitigazione: questo tipo di strategia si focalizza sul rallentamento della propagazione. Si tratta soprattutto di mantenere sufficientemente basso il numero di persone contagiate allo stesso tempo in modo da prevenire, per esempio, un carico eccessivo o un sovraccarico del sistema sanitario. Nella strategia di mitigazione, il valore R rimane superiore a 1. Ciò significa che, nella stessa situazione epidemiologica, sono richieste misure di portata meno ampia rispetto alla strategia di contenimento.
Pianificazione e attuazione
Nella pianificazione e attuazione delle NPI devono essere considerati i seguenti quattro aspetti: scelta, bilanciamento degli interessi, adeguamento e accettazione.
- Scelta: la scelta delle NPI dipende in primo luogo dalle caratteristiche specifiche dell’agente patogeno e dalle sue vie di trasmissione. Le nuove conoscenze epidemiologiche sulle vie di trasmissione, sui gruppi vulnerabili e sui comportamenti a rischio confluiscono nell’organizzazione delle misure.
- Bilanciamento degli interessi: le NPI possono limitare lo stile di vita abituale, riducendo i contatti sociali o la libertà di movimento e per questo motivo sono spesso percepite come restrittive. Le loro ripercussioni negative in ambito sanitario, sociale ed economico devono essere costantemente bilanciate da una riduzione efficace del livello di propagazione dell’agente patogeno (v. Proporzionalità e valutazione delle conseguenze e Conseguenze).
- Adeguamento: le NPI vengono costantemente adeguate all’evoluzione della situazione di minaccia, che viene valutata in base a diversi fattori, tra cui la contagiosità dell’agente patogeno e la gravità dei casi di malattia. A ciò si aggiungono le ripercussioni della propagazione dell’agente patogeno sulla società, per esempio sull’assistenza sanitaria di base, sull’economia o sulla sicurezza del Paese. Di conseguenza, le misure devono essere regolarmente rivalutate e, ove necessario, adeguate alla situazione epidemiologica del momento. Un’introduzione precoce e temporanea di misure, per esempio nella fase iniziale di una pandemia, può contribuire alla strategia di contenimento o lasciare alle autorità il tempo necessario per mobilitare altre risorse ed effettuare ulteriori preparativi.
- Accettazione: l’efficacia delle NPI dipende dalla loro accettazione da parte della popolazione. Più le misure durano e sono restrittive, più è probabile che insorgano resistenze o si riduca la disponibilità a metterle in atto. Una comunicazione trasparente e un dialogo aperto circa gli obiettivi, l’efficacia e le ripercussioni negative delle misure contribuisce a creare fiducia e ad assicurare il sostegno della popolazione (v. Accettazione). Le misure di ampio respiro devono essere costantemente valutate e, se necessario, adeguate in modo da rimanere sostenibili, ma comunque efficaci, per la società.
Nel complesso, le NPI costituiscono uno strumento fondamentale ai fini del contenimento e della mitigazione di una pandemia. La scelta ragionata, l’introduzione e l’adeguamento costante delle misure alle nuove conoscenze e al nuovo contesto sono decisivi, da un lato, per garantire un controllo efficace dell’evoluzione dell’infezione e, dall’altro, per ridurre al minimo le ripercussioni negative sulla società.
Misure
Di seguito sono descritte, a titolo esemplificativo, alcune misure dei due livelli di intervento incentrate sui patogeni delle vie respiratorie. Nel caso di patogeni con vie di trasmissione diverse, possono rendersi necessarie anche altre misure.
Livello di intervento «individuo»
Queste misure mirano a influenzare il comportamento personale e a ridurre, così, il rischio individuale di contagio o trasmissione. Molte di queste misure trovano applicazione anche al di fuori del contesto pandemico, per prevenire la trasmissione degli agenti patogeni delle vie respiratorie.
Livello di intervento «ambiente»
Queste misure mirano a modificare il comportamento delle persone nell’ambiente in modo da ridurre i contatti e/o le possibilità di trasmissione su larga scala. Di norma, vengono ordinate dalle autorità o dalle istituzioni.
- Miglioramento della qualità dell’aria ambiente: la ventilazione regolare e sufficiente degli spazi chiusi riduce la concentrazione degli agenti patogeni trasmissibili per via aerea e, di rimando, il rischio di infezione. I sistemi di aerazione meccanica possono offrire una calibrazione mirata del ricambio dell’aria e sono particolarmente efficaci se sono programmati in funzione dell’uso previsto degli spazi. Cambiare aria aprendo le finestre è comunque utile. La misurazione e la sorveglianza del tenore di CO₂ nell’aria ambiente può rappresentare uno strumento utile per scegliere in modo mirato quando aprire le finestre. È fondamentale che le misure di ventilazione impiegate siano osservate sistematicamente e valutate regolarmente.
- Isolamento e quarantena: le persone infette vengono isolate, mentre i contatti asintomatici rimangono in quarantena. Queste misure possono essere attuate su base volontaria, il che presuppone un elevato grado di accettazione, ma richiede al contempo una comunicazione affidabile e misure di sostegno adeguate (p. es. approvvigionamento, norme per i datori di lavoro). Se urge intervenire o manca la disponibilità ad attuare volontariamente le misure, può essere necessario che vengano ordinate dalle autorità.
- Telelavoro: lavorare da casa riduce i contatti sul posto di lavoro e durante il tragitto per recarsi al lavoro e può quindi limitare la trasmissione degli agenti patogeni. Se necessario, il telelavoro può essere ordinato dalle autorità. Per le categorie professionali per cui questa misura non è applicabile sono richieste soluzioni alternative (p. es. lavoro su turni o distanziamento sul posto di lavoro). L’introduzione delle norme in materia di telelavoro deve essere preparata e comunicata di conseguenza, in modo che le aziende possano organizzarsi e mettere a punto i necessari processi.
- Disciplinamento degli assembramenti e delle manifestazioni: per ridurre il rischio di trasmissione in occasione di assembramenti o manifestazioni pubbliche o private, possono essere introdotte, generalmente da parte delle autorità, limitazioni degli accessi e della capienza nonché misure di protezione. Solitamente, gli approcci efficaci combinano più misure, per esempio mantenere il distanziamento, indossare la mascherina o migliorare la ventilazione.
- Chiusure: la chiusura temporanea di strutture ed esercizi pubblici e privati, come scuole, ristoranti, bar o negozi non essenziali, può contribuire a ridurre la propagazione degli agenti patogeni. Può avere conseguenze sociali ed economiche di ampia portata, quali assenze dei genitori dal lavoro, lacune nell’istruzione o necessità di servizi alternativi di assistenza all’infanzia. Allo stesso tempo, i settori interessati, come il commercio al dettaglio e la ristorazione, subiscono perdite di fatturato. Pertanto, queste misure dovrebbero essere introdotte sempre dopo una concertazione trasparente con tutte le parti interessate.
- Ulteriori limitazioni degli spostamenti: in situazioni straordinarie possono essere applicate misure che vanno dalla raccomandazione di rimanere a casa, alle restrizioni di zona fino al lockdown. Tali misure richiedono una comunicazione chiara e ampie misure di sostegno, per esempio nell’approvvigionamento di cibo e medicamenti. Va inoltre considerato che trascorrere più tempo in spazi chiusi privati può aumentare il rischio di trasmissione tra conviventi, soprattutto nel caso dei virus respiratori.
Efficacia delle misure
Studi scientifici dimostrano che singole misure, come il disciplinamento di assembramenti e manifestazioni o chiusure mirate, possono ridurre significativamente la trasmissione degli agenti patogeni e abbassare il valore R di circa il 20–40 per cento. L’impiego concomitante di diverse misure non farmacologiche è generalmente più efficace dell’applicazione isolata di singoli interventi, in quanto è possibile interrompere simultaneamente diverse vie di trasmissione. Per quanto riguarda il disciplinamento di assembramenti e manifestazioni, la letteratura scientifica giunge alla conclusione che i limiti massimi dovrebbero essere fissati a un numero ridotto di persone (p. es. 5 o 10), poiché questo risulta significativamente più efficace rispetto a limiti massimi a partire da 100 o 1000 persone. Inoltre, le evidenze scientifiche suggeriscono che le chiusure su larga scala sono solo leggermente più efficaci delle chiusure mirate dei luoghi a maggior rischio di infezione, come bar, ristoranti e locali notturni. Se sono disponibili misure farmacologiche come le vaccinazioni, è possibile combinarle con misure non farmacologiche per aumentare l’efficacia complessiva e ridurre la propagazione dell’agente patogeno.




