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Pubblicato il 1 luglio 2025

Livelli di intervento

Un sistema sperimentato di interventi a diversi livelli consente di prevenire o gestire adeguatamente le pandemie. Nel caso ideale, la giusta combinazione di misure prevede un ampio ventaglio di interventi a vari livelli.

La gestione di una pandemia implica una combinazione di svariate misure che interessano diversi livelli di intervento in modo da essere efficaci e commisurate a tutti i destinatari e ai bisogni individuali. La lista di controllo «Gestione di una pandemia: livelli di intervento e misure» riporta esempi di misure concrete, suddivise in base ai livelli di intervento della prevenzione.

Non sono considerati i programmi e le misure che promuovono la salute a livello generale o rafforzano la resilienza nei confronti di malattie a rischio pandemico, tra cui la promozione di una formazione capillare, condizioni abitative salubri, un’alimentazione equilibrata e un’attività fisica regolare. Tra questi programmi e misure rientrano anche i programmi di vaccinazione che possono prevenire le malattie in grado di aumentare la suscettibilità alle infezioni pandemiche o aggravarne le conseguenze.

Tali misure e programmi sono essenziali per prevenire una pandemia o mitigarne l’impatto negativo. La loro definizione compete ad altri ambiti della politica e dell’amministrazione (formazione, alloggi ecc.) o a istituzioni preposte alla promozione della salute.

Fattori decisionali

Nel corso di una pandemia le misure devono essere adeguate di volta in volta al mutare delle condizioni quadro. La decisione delle misure appropriate in una determinata situazione dipende dai fattori esposti di seguito.

  • Stato delle conoscenze: quanto meno si conoscono un agente patogeno, le sue vie di trasmissione e la sua morbilità e mortalità, tanto più è giustificato adottare misure di prevenzione a tutto campo.
  • Vie di trasmissione: quanto più un’infezione è contagiosa, tanto più complete devono essere le misure di prevenzione definite. Ciò vale in particolare per le infezioni trasmissibili per via aerea e quindi anche per contatto casuale. Quanto più il contagio è limitato a situazioni (p. es. HIV: contatto sessuale e per via ematica) o fattori specifici, tanto più è facile sostituire misure di prevenzione universali (v. di seguito, gruppi target) con provvedimenti più mirati.
  • Morbilità e mortalità: quanto più elevate sono la morbilità e la mortalità di un’infezione, tanto più importanti sono le misure di prevenzione e tanto più giustificate e accettate risultano quelle incisive, con eventuali conseguenze negative per l’individuo o la società.
  • Accettazione sociale e culturale: il grado di accettazione delle misure di prevenzione può variare in funzione del contesto sociale e culturale. Quanto più una misura è accettata, tanto più semplice è introdurla. Il grado di accettazione delle misure può essere favorito con una comunicazione e una promozione coerenti, come dimostra in modo convincente la campagna di prevenzione dell’HIV per quanto riguarda l’uso del preservativo.

Asse temporale

Le misure si dispongono lungo un asse temporale, come illustrato schematicamente dalla figura 1. Nel corso di una pandemia l’obiettivo si sposta dalla prevenzione primaria alla prevenzione terziaria, sebbene le misure di prevenzione primaria, secondaria e terziaria siano necessarie parallelamente. Per esempio, i malati cronici possono richiedere misure di prevenzione terziaria, mentre le misure di prevenzione primaria e secondaria prevengono nuovi contagi.

In alto, da sinistra a destra, ci sono tre fasi rappresentate da una freccia: sani, infetti/malati e malati cronici. Sotto sono riportate tre caselle che descrivono tre livelli di prevenzione, sempre da sinistra a destra: prevenzione primaria (sotto “sani”), prevenzione secondaria (sotto “infetti/malati”) e prevenzione terziaria (sotto “malati cronici”).

Destinatari

Per essere efficaci, gli interventi devono considerare la vulnerabilità dei gruppi interessati nonché le loro esigenze e possibilità specifiche.

La prevenzione universale si rivolge all’intera popolazione, a prescindere dal suo potenziale di rischio. Contempla le misure di prevenzione opportune per tutti o necessarie per contenere la diffusione dell’infezione.

La prevenzione selettiva si rivolge invece ai gruppi presumibilmente esposti a un pericolo o a un rischio particolare di infezione. Per esempio, per gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini sono necessarie misure più complete contro le infezioni sessualmente trasmissibili rispetto all’intera popolazione, dove l’incidenza è minore.

Inoltre, gli individui esposti a un pericolo o a un rischio particolare di contagio hanno esigenze specifiche, che devono essere considerate adeguatamente (prevenzione indicata).

La figura 2 illustra schematicamente l’interazione tra prevenzione universale, selettiva e indicata.

Nell'immagine ci sono delle ellissi (il tipo di prevenzione) e dei puntini bianchi (i gruppi o le persone coinvolte). C'è un'ellisse che rappresenta la prevenzione universale. All'interno di questa grande ellisse ci sono tre ellissi più piccole con dei puntini bianchi dentro e fuori. Le ellissi più piccole con i puntini bianchi stanno per la prevenzione selettiva, mentre i puntini bianchi all‘esterno delle ellissi più piccole stanno per la prevenzione indicata.

Prevenzione strutturale e prevenzione comportamentale

La prevenzione è particolarmente efficace se crea un contesto che rende più difficili i contagi (prevenzione strutturale). Questa forma di prevenzione può proteggere anche le persone a cui mancano le possibilità e le conoscenze necessarie per adeguare il proprio comportamento. Per esempio, una buona ventilazione degli edifici riduce la trasmissione di infezioni respiratorie in tutti coloro che si trovano al loro interno, anche se non indossano una mascherina.

La prevenzione comportamentale si rivolge invece al singolo individuo con l’obiettivo di modificarne il comportamento in modo da ridurre o prevenire i contagi. La sua efficacia dipende dalle possibilità e dalla volontà del singolo di attuare le misure.

Ci sono due riquadri con dei simboli uno accanto all'altro. Il primo riquadro ha diversi edifici e sotto si legge “Prevenzione strutturale: livello di intervento ambientale”. Il secondo riquadro ha diverse persone e sotto c'è scritto “Prevenzione comportamentale: livello di intervento individuale”.

Approccio basato sull’ambiente

L’ambiente (situazione di vita) costituisce un contesto sociale in cui le persone vivono la loro quotidianità e che influisce sulla loro salute e sulla qualità di vita. La prevenzione è particolarmente efficace se raggiunge le persone nel loro ambiente e riduce i fattori ambientali che causano le malattie.

Esempi:

  • prevenzione dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili: consulenza di prossimità nell’industria del sesso
  • prevenzione della COVID-19: test ripetuti e campagne di vaccinazione nelle aziende
  • prevenzione dei contagi da H5N1: misure di protezione dei gruppi professionali che possono entrare in contatto con volatili o altri animali malati (p. es. nelle aziende avicole)

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